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ASSOCIAZIONE CONSUMATORI

ALLEANZA ITALIANA CONSUMATORI
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Ufficio del Sindaco di Frascati
Piazza G. Marconi,3
A.R. del 22/02/2010 anticipata per
Fax:06/94184334

Spett.le

Ufficio Patrimonio del Comune di Frascati Piazza G. Marconi,3
Fax:06/94184238

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Dott.Ing Marco Ieppariello Responsabile Settore Servizi Tecnici Agenzia Del Territorio
Viale Ciamarra,139 00173 Roma
A.R. del 22/02/2010 anticipata per
Fax.06/72402222

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Dott.Gianni Guerrieri
Direttore Direzione Centrale Osservatorio mercato immobiliare e servizi estimativi
Agenzia del Territorio



Largo Leopardi,5 00185 Roma
A.R. del 22/02/2010 anticipata per Fax.06/47775440

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Dott.Guido Bertolaso
Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Via Ulpiano,11 00189 Roma
A.R. del 22/02/2010 anticipata per Fax.06/68897696

ROMA 22/02/2010






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Oggetto: Istanza per l’adozione di un protocollo d’intesa per la programmazione degli interventi di verifica sullo stato di manutenzione dell’edilizia pubblica residenziale di Frascati nelle palazzine comunali di Via Principe Amedeo e Via Felice Ferri. Richiesta di partecipazione programmatica, consultiva e conciliativa per la verifica delle gravi situazioni abitativa, ambientale ed igienico sanitaria.

Con la presente l’Associazione Consumatori Alleanza Italiana dei cittadini e Stranieri, intende sensibilizzare le Autorità competenti, sulle gravi condizioni igienico sanitarie dei residenti in Frascati nelle palazzine pubbliche di Via Felice Ferri e Via Principe Amedeo per rappresentare lo stato di grave disagio degli inquilini ed assegnatari residenti impegnati in una grande rivendicazione per l’affermazione del diritto alla casa, per denunciare il degrado dei quartieri popolari e per battersi per il diritto alla vivibilità del territorio urbano.Famiglie di lavoratori, a contratto e a nero, a cassa integrazione e in disoccupazione, in mobilità o impiegati costretti a vivere nei grandi quartieri dove ci sono solo palazzi tristi e fatiscenti perseguitati dall’umidità e dalla sporcizia dimenticatidallo Stato, dagli Enti Locali, dagli Istituti Amministrativi e di Gestione,che li haabbandonati per anni al loro inarrestabile declino.

Vogliamo evidenziare la necessità di approvare immediatamente:
un piano di intervento per il ripristino e manutenzione delle abitazioni interessate da gravi fenomeni di infiltrazioni;

l’attivazione di una procedura programmatica per la trasparenza ed equità nelle procedure di quantificazione e ripartizione degli oneri condominiali tra gli inquilini ed assegnatari.

Il diritto alla casa è un principio fondamentale ed una condizione di abbandono del patrimonio immobiliare determina una grave violazione dei diritti fondamentali delle prerogative personali e familiari.

Lo stato di disagio segnalato rappresenta un grido di allarme coraggioso di inquilini ed assegnatari esasperati che come il Sig. Fabio Spelta è costretto a rivolgersi alla stampa per tentare di sensibilizzare la opinione pubblica sui gravi problemi abitativi nelle palazzine di Via Principe Amedeo e di Via Felice Ferri dove, nella intervista del 17.02.2010 sul quotidiano Nazionale IL TEMPO, mostrava le foto delle infiltrazioni provenienti dai tetti delle palazzine fatiscenti.
Purtroppo la situazione di umidità ed infiltrazioni legate alla incuria dell’amministrazione che conosceva questa drammatica situazione sin dal lontano 2008 genera una situazione di grande preoccupazione diffondendo fra i molti residenti domande senza risposte, responsabilità senza responsabili.
Le risposte fornite dall’amministrazione non possono trovare giustificazione nelle rappresentate oggettive difficoltà che senza dubbio si incontrano nel “governare” il patrimonio edilizio residenziale pubblico o, nell’inesistenza di norme codicistiche precise ed adeguate a questa realtà edilizia.
Ciò che determina il maggiore malessere è costituito sempre più dall’assenza di trasparenza e di partecipazione degli inquilini ed assegnatari alla amministrazione delle spese che vengono a subire senza alcun controllo.
Ancor più spesso i problemi si evidenziano e si diffondono a causa di una difficile (o persino impossibile) dialogo con l’amministrazione.
Peraltro, tale situazione di incomunicabilità deriva anche dall’assenza di un organo rappresentativo degli inquilini ed assegnatari, figura che, sebbene prevista dal protocollo di intesa – regione, provincia comune - non ha mai potuto o voluto essere attivata per svolgere, unitamente alla stessa assemblea dei condomini, una funzione di indirizzo, controllo,

partecipazione, trasparenza e di garanzia.
Oltre a tali difficoltà – dettate dai grandi numeri – non va sottovalutata la diffusa sensazione di una prassi, diffusasi ultimamente negli inquilini ed assegnatari che consiste nel concordare anticipatamente interventi e l’indirizzo amministrativo da sostenere svalutando, attraverso una azione consultiva scarsamente rappresentativa, e rendendo poco efficiente lo svolgimento di una azione di gestione che necessariamente finisce per essere deputata ad essere una mera parvenza di trasparenza, per la palese ed inevitabile organizzazione impreparata e disarticolata.

Dallo stato di profondo disagio è emersa una necessità non più sopprimibile, rivolta ad ottenere una maggiore rappresentatività per gli inquilini ed assegnatari che si sentono spesso vittima di una azione posta in spregio dei propri diritti ed interessi ed in contrasto con la stessa funzione economica e sociale dell’edilizia pubblica agevolata.
Da questo malessere e da questo diffuso senso di inevitabile annichilimento soggettivo, gli inquilini ed assegnatari hanno consapevolmente e compiutamente composto i complessi aspetti relativi all’assenza di una rappresentatività che potesse risvegliare la volontà di partecipazione alle scelte dell’amministrazione del patrimonio giuridico rappresentato dal diritto alla casa ed invogliato ad aggregarsi al fine di far emergere la volontà di essere ascoltati e di trovare delle risposte doverose ed inevitabili.
Gli inquilini ed assegnatari aderiscono in toto al protocollo di intesa e ritiene di poter svolgere anche nelle opportune sedi istituzionali un potente ruolo consultivo e programmatico.
Il protocollo di intesa deve premettere:
l’applicazione della legge regionale 6/8/1999 n.12, disciplinante le funzioni di amministrazione sia regionali che locali in materia di edilizia residenziale pubblica;
in base alla riforma del titolo V della Costituzione, il Comune ha ormai competenza primaria in materia di politica della casa, restando allo Stato il solo compito di definire e garantire gli standard alloggiativi minimi a livello nazionale;
la Regione Lazio, nell’esercizio dello proprie funzioni amministrative in materia di edilizia residenziale pubblica, al fine di garantire livelli di efficienza, efficacia ed economicità ha, tra gli altri, compiti di indirizzo e di coordinamento dello attività amministrative attribuite ai comuni, nonché di controllo e di vigilanza sulle aziende operanti in materia di edilizia residenziale pubblica, favorendo anche iniziative volte al risanamento delle relative gestioni.
è apparso possibile, al fine di evitare inefficienze e disfunzioni ed a quello di assicurare la indispensabile circolazione di notizie e la continua interrelazione fra Amministrazione comunale formalizzare un protocollo di intesa che contribuisca anche ad evitare le esistenti lentezze ed incertezze di compiti e funzioni;
la presenza di un tecnico per l’accertamento dei lavori da effettuare per il ripristino della fruibilità dell’alloggio nell’attesa di una eventuale dismissione dello stesso.


Segnaliamo altresì che

nell’ambito della gestione amministrativa, l’Amministrazione ha intrapreso una intensa azione volta al recupero delle morosità, senza alcuna chiarezza e trasparenza sui metodi di calcolo e sulla effettività delle somme dovute;


L’Amministrazione nonostante i moltissimi tentativi dei singoli inquilini ed assegnatari di trovare un contatto diretto al fine di permettere un aperto dialogo sulle questioni più rilevanti connessi all’amministrazione del bene “casa” e del diritto costituzionale ad essa, non ha mai saputo dare organicità, trasparenza e funzionalità nell’amministrazione del patrimonio edilizio pubblico. E’ nella convinzione di questa associazione che gli Inquilini ed assegnatari residenti nelle case comunali possa riuscire a trovare il momento di raccordo con codesta Amministrazione Comunale ed il singolo inquilino ed assegnatario.


tutto quanto premesso e ritenuto


L’Associazione Consumatori Alleanza Italiana Dei Cittadini e Stranieri, Vi invita e diffida a voler immediatamente prendere atto dello stato di disagio e dell’assenza di trasparenza nell’amministrazione sulle procedure di intervento di manutenzione e ripristino degli standard abitativi con l’espresso invito a voler aprire un tavolo di trattativa volta a facilitare i rapporti tra gli inquilini e gli assegnatari nell’esercizio delle proprie legittime prerogative per la fruizione della propria abitazione, nel superiore interesse dei principi di uguaglianza, equità e giustizia sociale.
In attesa di conoscere le Vs. Ill.me determinazioni in merito alle contestazione e nel rinnovare l’invito all’apertura di un tavolo di trattative
Distinti saluti

Associazione Consumatori
Alleanza Italiana dei Cittadini e stranieri




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