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Storia

Sindacato di Polizia Sinap




La Storia del Si.N.A.P.



Nel 1996, un gruppo di poliziotti coraggiosi, stanchi di essere mal rappresentati dalle grandi centrali sindacali, decide di scendere direttamente in campo fondando il SINAP. Nasce così un sindacato moderno, fuori dagli schemi e non omologato, con uno statuto ben definito e trasparente e un programma preciso: la tutela a oltranza degli interessi morali e materiali degli operatori di polizia. Questo messaggio, semplice e chiaro, in poco tempo si è fatto largo, attirandosi le simpatie di molti colleghi. Siamo partiti in pochi e ora siamo sempre più numerosi.

Sono inoltre fondamentali per il nuovo organo sindacale, la determinazione per singole qualifiche degli operatori, in modo da assicurare uno sviluppo di carriera per tutti e le dotazioni organiche per la funzionalità dell'ordinamento e l'efficienza delle strutture dell'Amministrazione, onde evitare che il personale sia distolto dai compiti specificatamente assegnati. <<A nostro avviso, altro era lo spirito della Legge 121/81, quando all'articolo 26 precisa che "all'espletamento delle funzioni di carattere istituzionale si provvede con personale appartenente ai ruoli dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza" - chiarisce De Cristofano -. Non era, infatti, intenzione del legislatore sminuire il ruolo tecnico rispetto ad altri settori operativi della Polizia di Stato, sia dal punto di vista giuridico - funzionale, sia sotto il profilo retributivo. Resta comunque da spiegarsi, perché i cambiamenti finora esposti si debbano verificare solo nella Polizia di Stato, mentre le altre Forze dell'Ordine non hanno subito modifiche di sorta >>
La necessità di una stagione di riforme
La tutela legale dei diritti innanzi agli organi giudiziari amministrativi
In passato grazie alla costituzione di organi associativi, si era già tentato di tutelare gli interessi della categoria attraverso la presentazione di
alcuni ricorsi nei vari Tribunali Amministrativi regionali, a favore degli operatori tecnici. Questi ultimi, infatti, non hanno beneficiato in alcun modo, né del riordino delle carriere con meno di 15 anni di servizio, né della Legge del 1996 che consentiva il transito nei ruoli tecnici soltanto in orizzontale e non in verticale, così com'è avvenuto con la Legge 668/86. Il passaggio non automatico dal V° al VI° livello retributivo è ancora più pesante da sostenere, in considerazione del fatto che l'operatore tecnico di polizia è un compendio di "impiego d'ordine", cioè svolge un'attività di carattere intellettuale che gode di autonomia decisionale nello svolgimento delle proprie mansioni.









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